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The image of the sleeping king residing under a hill or mountain seems to be a popular one. From my own culture the first image that springs to mind is that of King Arthur, but it could equally be applied to Merlin and Bran the Blessed. Slovenia too has a similar legend that of King Matjaž (Kralj Matjaž).

 

King Matjaž was a just king whose throne sat at Krn castle. His rule was the golden age, and always was he ready to help those in need. But other kings were very envious of his power so they united their armies against him and with the battle that followed only King Matjaž and a hundred of his men survived. They retreated to Mount Peca which protected from their enemies and shelters their sleeping forms to this day.

 

Around a stone table they all sit and it is said that when King Matjaž’s beard circles it nine times they will again awake and the golden age of Slovenia will be renewed.

 

 

The Farmer and the King

www.thezaurus.com/webzine/king_mathias

 

A farmer was transporting wine to Carynthia. On the way he comes through a dobrava, a great wooded plain, to a high mountain. On the mountain he sees a small hut, half buried in the ground, so that little more than the roof is visible. In front of the doorway he sees a stalwart warrior, with his sabre hung at the waist.

 

As the driver approaches with his wagon, the warrior begins to speak: “You are, friend, from our highlands. Tell me, do the ants still crawl onto the three peaks: St. Christopher, St. Magdalene and St. Urh?”

“They still crawl, but less than they used to,” answers the carter.

 

The warrior continues:“Tell them at home: When the faith is so weak, that no one walks up to the three peaks, then I will arise and come with my black army.”

 

“Who are you, then?” asks the farmer, taken aback.

 

“ I am King Mathias! Step nearer and come with me into the hut, so that you may see with your own eyes the truth of what I am telling you.”

 

The carter steps in, and King Mathias says: Stand behind me and look over my right shoulder through this window!”

 

The farmer obeys and sees a great plain, wide and long. Across the plain are standing armed soldiers with their horses, one next to the other. Everything is quiet and silent, no one moves, as though horses and people were sleeping.

 

“See, that is the black army,” says King Mathias to the amazed farmer.“Look again through the window!”

 

The Carynthian looks, the king takes the sabre lightly by the handle and draws it a little way from the sheath. At this moment the whole army stirs to life. The soldiers raise their heads, the horses begin to nod and snort and stamp.

 

“You see,” adds King Mathias,” it won’t be long, and I will rise and draw the sabre from its sheath. A warm wind will be blowing, and breathe into people the one single thought. Then my soldiers will spring onto the horses, and the black army will move to defend the old holy faith. Then all who have a man’s head will grasp their arms. Old, young, all will rush to war, to defend old beliefs. There will be such urgency, that no one will have time to change clothes, and they will all go to war in the clothes they are wearing. So many people of faith will gather that the battle will take less than the time it takes to eat three loaves of bread; and if the third loaf falls from his hand, his neighbour will tell him: leave it, brother, let it lie there, after the battle there will be plenty for all. So swiftly they shall overcome the enemy of the old holy faith!”

 

Although I wasn’t able to attend it as much as I would have liked, here is a number of video memories courtesy of Youtube. :)

Firstly a taste of Clan Wallace:

A little theatre with Mo Chiusle:

Some foot stomping Wooden Legs:

And the lyrics of Brian McCombe

Umberto Veronesi, La Repubblica, venerdì, 06 giugno 2008

Ciò che il vertice Fao “ha dimenticato” di discutere è il cuore del problema della fame nel mondo, che non è solo legato ai costi di produzione e distribuzione dei cibi, ma soprattutto alle abitudini alimentari della popolazione del pianeta. Occorre una rivoluzione nell´alimentazione dei Paesi ricchi per dare il via concretamente e subito ad una soluzione della tragedia dei Paesi poveri, dove si soffre la fame. Noi siamo alle prese con il problema opposto: aumenta l´obesità fra i nostri figli, le nostre adolescenti anoressiche usano il troppo cibo come ricatto e se ne privano fino a lasciarsi morire, la nostra dieta opulenta ci fa ammalare sempre di più. Proprio su questi temi si riuniranno a Venezia a settembre alcuni fra i maggiori esperti per la Quarta Conferenza Mondiale sul Futuro della Scienza: «Food and Water for Life». Io penso che l´ingiustizia alimentare sia una delle peggiori iniquità dei nostri tempi: una questione di civiltà e di cultura, che ci riguarda tutti da vicino. C´è un comportamento individuale responsabile, infatti, che può contribuire a riequilibrare questi due drammatici estremi ed è la riduzione del consumo di carne.

Molti uomini di scienza e pensiero hanno creduto che la scelta vegetariana fosse quella giusta per l´armonia del pianeta. Dal genio rinascimentale di Leonardo da Vinci, che non poteva sopportare che i nostri corpi fossero le tombe degli animali, fino ad Albert Einstein, il più grande scienziato del ´900, che presagiva che nulla darà la possibilità di sopravvivenza sulla Terra, quanto l´evoluzione verso una dieta vegetariana. Anch´io sono convinto che il vegetarianesimo sia inevitabile, per tre motivi. Il primo è di ordine ecologico/sociale. I prodotti agricoli a livello mondiale sarebbero in realtà sufficienti a sfamare i sei miliardi di abitanti, se venissero equamente divisi, e soprattutto se non fossero in gran parte utilizzati per alimentare i tre miliardi di animali da allevamento. Ogni anno 150 milioni di tonnellate di cereali sono destinate a bovini, polli e ovini, con una perdita di oltre l´80% di potenzialità nutritiva; in pratica il 50% dei cereali e il 75% della soia raccolti nel mondo servono a nutrire gli animali d´allevamento. L´America meridionale, per fare posto agli allevamenti, distrugge ogni anno una parte della foresta amazzonica grande come l´Austria. Trentasei dei quaranta Paesi più poveri del mondo esportano cereali negli Stati Uniti, dove il 90% del prodotto importato è utilizzato per nutrire animali destinati al macello. Viviamo in un mondo dove un miliardo di persone non ha accesso all´acqua pulita e per produrre un chilo di carne di manzo occorrono più di trentamila litri di acqua.

Già oggi non riusciamo neppure a contare quante malattie e quante morti potrebbe evitare un minor consumo di carne. Veniamo così indirettamente alla seconda motivazione del vegetarianesimo, che è la tutela della salute. Non ci sono dubbi che un´alimentazione povera di carne e ricca di vegetali sia più adatta a mantenerci in buona forma. Gli alimenti di origine vegetale hanno una funzione protettiva contro l´azione dei radicali liberi, cioè quelle molecole che possono alterare la struttura delle cellule e dei loro geni. Si può quindi pensare che chi segue un´alimentazione ricca di alimenti vegetali è meno a rischio di ammalarsi e possa vivere più a lungo. C´è poi un secondo fattore. Noi siamo circondati da sostanze inquinanti, che possono mettere a rischio la nostra vita. Sono sostanze nocive se le respiriamo, ma lo sono molto di più se le ingeriamo. Consumando carne, ci mettiamo proprio in questa situazione, perché dall´atmosfera queste sostanze ricadono sul terreno, e quindi sull´erba che, mangiata dal bestiame, (o attraverso i mangimi) introduce le sostanze nocive nei suoi depositi adiposi, e infine nel nostro piatto quando mangiamo la carne. L´accumulo di sostanze tossiche ci predispone a molte malattie cosiddette “del benessere” (diabete non insulino-dipendente, aterosclerosi, obesità). Anche il rischio oncologico è legato alla quantità di carne che consumiamo.

Le sostanze tossiche si accumulano più facilmente nel tessuto adiposo, dove rimangono per molto tempo esponendoci più a lungo ai loro effetti tossici. Frutta e verdura sono alimenti poverissimi di grassi e ricchi di fibre: queste, agevolando il transito del cibo ingerito, riducono il tempo di contatto con la parete intestinale degli eventuali agenti cancerogeni presenti negli alimenti. I vegetali poi, oltre a contaminarci molto meno degli altri alimenti, sono scrigni di preziose sostanze come vitamine, antiossidanti e inibitori della cancerogenesi (come i flavonoidi e gli isoflavoni), che consentono di neutralizzare gli agenti cancerogeni, di “diluirne” la formazione e di ridurre la proliferazione delle cellule malate. La terza motivazione, ma non ultima, è di ordine etico-filosofico ed è quella che ha fatto di me un vegetariano convinto da sempre. Io ero un bambino di campagna, amico degli animali e oggi sono un uomo che ha il massimo rispetto per la vita in tutte le sue forme, specie quando questa non può far valere le proprie ragioni. Il cibo è per me una forma di celebrazione della vita, ma non mi piace celebrare la vita negando la vita stessa ad altri esseri.

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